Collezione

Punti, linee e segni (Disegni)

Descrizione della collezione

La linea, dopo il punto, è l’elemento più semplice in arte ma forse il più complesso. Pensaci un attimo, la linea fa esistere il disegno, infatti dai movimenti della linea nasce il disegno e dal suo fermarsi che il disegno finisce. Essa definisce le forme o uno spazio. Ogni linea è diversa dall’altra. Alcune si fermano, altre continuano. Alcune vanno da sé, altre si accavallano. Alcune vanno nella stessa direzione, altre nella direzione opposta. Alcune sono orizzontali, altre verticali.

La linea orizzontale indica pace, suggerisce calma così come l’orizzonte di un paesaggio. Inoltre, la linea orizzontale suggerisce anche quel desiderio di sapere cosa c’è oltre quell’orizzonte. Essa definisce il cielo e la terra.

La linea verticale invece suggerisce qualcosa di potente, di imponente. Una cattedrale punta verso l’alto mostrando tutta la sua maestà. Ci fa guardare verso l’alto o verso il basso. La linea non solo muove il disegno, ma anche il nostro sguardo e ci dirige verso la sua meta.

La linea rappresenta la nostra anima. Se non ci fosse saremmo morti. La linea definisce il nostro stato d’animo: chi siamo e come stiamo. È veloce, fragile, si cancella, è tremolante, si interrompe. È la linea ad essere quell’elemento dell’arte che dobbiamo curare più di ogni altra cosa, essa è l’anima del disegno.

La linea è la vera protagonista dei miei disegni. È lei che forma le immagini tristi o felici. La linea racconta con la sua sicurezza (o insicurezza) la storia di chi essa rappresenta. Spesso è debole, alcune volte è forte. Vuole comunicare la quotidianità del nostro tempo con i suoi alti e bassi. Non si cura della perfezione dell’immagine, ma della semplicità e della sua essenza. È una linea fragile, passeggera, fugace, spesso incomprensibile, temporanea, difficile come la nostra vita.